Cimiteri e sepolture negli ordinamenti civili ed ecclesiastici tra tarda antichità ed età comunale

Filippo Galletti

Abstract


Per ogni società umana la morte ha sempre rappresentato la frontiera ultima conoscitiva e, allo stesso tempo – attraverso tecniche, riti, codificazioni ed elaborazioni simboliche – le stesse società hanno cercato di interpretare il fenomeno della mortalità, fornirlo di un senso, integrarlo nel proprio sistema di valori e trasformarlo in un criterio per l’autorappresentazione e la gestione della comunità stessa. L’evoluzione degli ordinamenti civili ed ecclesiastici che le società si sono date dalla tarda antichità fino al medioevo riflette un parziale, ma interessante mutamento degli atteggiamenti mentali e di comportamento umani di fronte alla morte. Attraverso l’evoluzione diacronica della struttura cimiteriale tra norma e prassi si configurano diversi atteggiamenti, mentali e, di conseguenza, fisico-spaziali, nei confronti della morte: dalla separatezza delle necropoli romane a causa di norme igieniche e sacrali, fino ad una familiarità progressiva che si instaura fra tarda antichità ed alto medioevo e che perdura fino a Napoleone.

Parole chiave


cimiteri; funerali; statuti; Bologna; Medioevo

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DOI: 10.6092/issn.2533-2325/8724

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